QUALCOSA DI SERENA





Serena Iannicelli e' capo redattrice di Televideo.
Corrispondo con lei tutti i giorni da quattro anni, che piova o tiri vento :)
e le sue mail rappresentano ormai un punto di riferimento irrinunciabile.
Poiche' e' in possesso di un modo di scrivere agile ed elegante, l'ho corteggiata :)
a lungo per aver il permesso di ospitare qualche sua cosa in attesa
che sia terminata la sua pagina WWW che e' in placida costruzione.
Qui riporto un brano del 1992 che mi e' sempre piaciuto moltissimo.




Questa e' la storia di un bambino molto piccolo che da grande divento' tipografo.
Il giorno del suo battesimo, per una svista, non fu invitata una fata cattiva. Che se la prese moltissimo e se la lego' alla bacchetta magica. Durante la festa, questa signora apparve all'improvviso a casa di Davide Pompeo (cosi' l'avevano chiamato i genitori) e fece una malia: "Tu diventerai tipografo - strepito' - e farai moltissimi refusi!"

Fin qui niente di male: tutti i tipografi fanno, 'tacci loro, moltissimi refusi. Ma la fata cattiva continuo': "Tutto cio' che sbaglierai si trasformera' in realta'!"

Li per li' la cosa non sembrava grave, e tutti i parenti di Davide Pompeo tirarono un sospiro di sollievo pensando di essersela cavata con poco. Dopo qualche anno dovettero ricredersi: Davide Pompeo era ancora a scuola e non pensava di fare il tipografo quando scrisse il tema: "La fiaba che preferisco: Cappuccetto Rozzo"... Che qui vado a narrare...


Cappuccetto Rozzo



C'era una volta una bella bambina alla quale la mamma aveva comprato un cappottino rosso con un cappuccetto per i giorni di pioggia. La mamma e la bambina abitavano nel bosco e un giorno la mamma disse: "Figliola, la tua povera nonna e' malata: bisognera' che tu le porti le ciambelline che ho teste' sfornato per lei..."

"Nun me va'" rispose Cappuccetto Rozzo "sto' a gioca'..."

Un po' stupita la mamma fece finta di non sentire, le diede il canestrino con le ciambelle e le raccomando': "Figliolina cara, dovrai attraversare il bosco e stare molto attenta al lupo cattivo che ivi si aggira..."

"Pure!! Cioe', porto le ciambelle a la vecchia e rischio pure er pizzo de la giacchetta (pe' nun di' de peggio...)? Cioe', ma che te sei scemita, cioe'?!?"

La mamma, che non era stata "refusata" da Davide Pompeo e continuava a stare nella stessa favola da decenni, trasecolo', ma non trovando niente di meglio da dire, sorrise. In cuor suo penso' che Perrault si', s'era scemito. Siccome pero' era abituata a non contestare il suo datore di lavoro, fece ciao ciao a Cappuccetto Rozzo che usciva e le disse ancora: "Attenta al lupo!"

"Seee..." rispose Cappuccetto Rozzo.

Il bosco era pieno di papaveri in quella stagione. "Anvedi!" Esclamo' la bambina vedendoli "Mo' me ne rollo due e me strambuzzo un po'".

Se ne stava, per l'appunto sotto un tiglio, fatta come un armadillo, quando arrivo' il lupo e la vide. Si guardarono negli occhi. Il lupo scopri' le sue terribili zanne, drizzo' il pelo, tese i muscoli e ringhiando fece per slanciarsi su di lei...

"A lupo, vuoi tira'?" chiese Cappuccetto Rozzo.

Il lupo ci resto' malissimo: "Scusi, Bimba, ma lei a questo punto dovrebbe tremare ed implorare pieta'..."
"Ma pensa alla salute! fatte 'n papavero, lupo, poi ne riparlamo..."

"No, la ringrazio. Io, se permette, mi reco intanto alla pagina seguente per la scena della nonna... Mi avvantaggio. L'aspetto li'. Con comodo..." Ma si vedeva che era un po' irritato, perche' lui era un professionista e i principianti non li sopportava proprio.

"Va' un po' dove te pare. Magnala piano la vecchia, che io co sti' papaveri ho preso 'na pezza... Prima che riesco a moveme passano minimo minimo du' ore..."

E due ore passarono. Cappuccetto Rozzo arrivo' a casa delle nonna a sera inoltrata e trovo' il lupo dentro al letto, travestito da nonna, e alquanto impaziente. S'era gia' mangiato la nonna e l'aveva pure digerita. Il lupo era preoccupato perche' il finale della favola era ormai compromesso: il cacciatore, infatti, aprendo il suo stomaco avrebbe trovato solo una poltiglia e qualche unghia...

"A lupo, famme posto che so' stonata..." disse la bambina

"Lupo?! Quale lupo?!" disse il lupo con una vocina, cercando di recuperare la situazione "Sono la tua nonna che ti vuole tanto bene!"

"Ao', sei chi te pare, basta che me fai dormi'"
"Ma non vedi che orecchie grandi che ho?!"
"Sara' pe' sentimme mejo..." disse Cappuccetto Rozzo infilandosi a letto.
"..E che occhi grandi..." Il lupo era disperato.
"Pe' vedemme mejo...a lupo, ma nun c'hai sonno? Datte pace..."
"I peli! Guarda almeno che peli lunghi che ho!"
"Ho visto de peggio: nun lo conosci er Ferrari?"
"Ti mangio! Ti mangio!" grido' il lupo tentando il tutto per tutto...
"E damme tregua, lupo..."

Il lupo si alzo e si strappo' la camicia da notte della nonna. "Ma no! Ma no! Io me ne vado! Ma che si fa cosi'?! Io vado a lavorare per i Fratelli Grimm! Sono un artista, io!!"

"A coso, a artista..." disse Cappuccetto Rozzo spiumacciando il cuscino "Fatte paga' pe' magna ancora le vecchie: mica te fanno tanto bene..."

In quel momento la porta della casetta nel bosco si spalanco' ed entro' il cacciatore...

"Ah! Il Lupo! Ti sei mangiato Cappuccetto Rosso e la sua nonna, vero?! Ti puniro', maledetto!" e con un sol colpo di coltello sbuccio' il povero lupo come una banana...Come gia' il lupo aveva previsto dentro aveva solo gli avanzi piu' coriacei della nonna.
"Ma..." il cacciatore era disorientato.
"E' che sei scemo.. Nun vedi che sto qua?! 'Mazza che macello che hai potuto fa'! A' cacciato', sei peggio de Schwarzchov...N'omone, pero'...Caruccio...Cacciato', la vuoi na ciambella? Vie' qua, vie'..."

Qui la favola di Cappuccetto Rozzo s'interrompe, perche' alla maestra di Davide Pompeo, passando tra i banchi cadde l'occhio su quanto il nostro futuro tipografo andava scrivendo e gli fece ingoiare carta, penna e calamaio. Ma purtroppo la tragedia era solo all'inizio e il coraggioso gesto della maestra non impedi' al tipografo di entrare al Radiocorriere...







Prima di entrare al Radiocorriere Davide Pompeo fu assunto per un breve periodo in una casa editrice che stampava libri classici. Davide Pompeo fu cacciato dopo due mesi, ma prima distrusse secoli e secoli di letteratura internazionale.

Tanto per dirne qualcuna...

Carlomagno trovo' "L'Orlando curioso" nei suoi appartamenti privati, che ravanava nei cassetti e spettegolava con le ancelle. Lo licenzio', rovinando generazioni di paladini.

"La biglia del Capitano"...lui divento' pazzo quando un altro bambino gliela rubo'. Si distrasse e perse la guerra. Cosa che ebbe ripercussioni in tutta la storia russa, sulla perestroika e sulla caduta del muro di Berlino.

Moliere ebbe tantissimi guai con i medici per il suo "Acaro", poi per fortuna guari'. Dovette fare una dieta, pero', e forse fu allora che scrisse "Il salato immaginario".

"La bisbetica dotata" divento' una supermaggiorata nel cinema anni '60 e quando Davide Pompeo la fece diventare "dorata", ebbe una parte in Goldfinger.

Un tipo che gestiva un negozietto di casalinghi divento' ricco con "Casa di bombole" , ma Dostoevskij dovette diventare giardiniere quando Davide Pompeo scrisse dei suoi "Semoni". Non la prese bene, si senti' un fallito, e scrisse un libro autobiografico, "Relitto e castigo".

In compenso un ragazzo tedesco fu miracolosamente affrancato da un triste destino con "I colori del giovane Werther", che lo avviarono verso una luminosa carriera di imbianchino. Mentre si trovo' nei guai un oste americano con "Tenera e' la botte": non riusci' piu' a trovare un recipiente adatto a conservare il vino e dovette inventare il tetrapack.

Tra Andreotti e Cossiga ci fu finalmente il "Pattosardo", ma si ruppe subito, perche' Cossiga fu ingaggiato per il "Pazzo e il pendolo".

Tristano ebbe una crisi d'identita' e divento' gay quando Davide Pompeo scrisse con una certa tracotanza:"Tristano e' Isotta".

Intanto in un paese russo "Tre borelle" rimasero zitelle perche' erano veramente cafone e nessuno se le voleva sposare. Per non dire di quella succursale della Vallespluga che falli' per "L'uovo senza qualita'".

De Amicis aveva gia' scritto qualcosa di molto, molto triste, ma Davide Pompeo lo bollo' con un lapidario "Muore".

Blocco digestivo per un'intera comitiva di giapponesi di passaggio a Genova per assaggiare il pesto, a causa delle "100mila bavette di ghiaccio". Nessuno fece piu' il giornalista a causa delle "Redazioni pericolose".

Ma Davide Pompeo tento' il colpo grosso con "La sacra Tibbia", che divento' un consultatissimo testo di ortopedia, ma fu scomunicato in tre giorni.

Infine il Nostro fu licenziato. Fu quando un gran numero di adolescenti mori' per annegamento. C'era stato infatti un refuso su un libro di Jules Verne, poi salvato alla storia della letteratura col suo vero titolo: "20mila leghe sotto i mari"...



Serena Iannicelli












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