Ritagli di Stampa

 

"Giovani energie per Schubert: La modernità dell'autore esalta gli interpreti - Un programma speciale per una formazione giovane e bruillante: gli archi del Nuovo Quartetto Italiano a cui si è aggiunto il violoncellista Enrico Dindo hanno proposto due composizioni d'alto interesse ma fra loro estremamente diverse… La serata è iniziata con un pezzo largamente sconosciuto anche da parte degli appassionati della produzione cameristica e quartettistica, il Quintetto in fa minore si Borodin… di cui il NQI ed Enrico Dindo hanno colto molto bene il carattere sorridente e brillante. Ben altro attendeva il pubblico per la seconda parte del programma, con il Quintetto in do magg. D956 di Schubert, rivelazione di un vero genio…  Costituiva un vero e proprio divertimento per il pubblico vedere come questi giovani musicisti, che dominano senza problemi la tecnica del loro strumento, riuscissero essi stessi a divertirsi in una proposta che senza dubbio ha anche un carattere virtuosistico (stiamo pensando ovviamente al Presto dello Scherzo) ma anche pagine di straordinaria intensità come quella dell'Adagio… Il pubblico è rimasto soddisfatissimo e l'ha testimoniato con minuti interi di applausi…"

Luigi Fertonani. - Bresciaoggi

11/2000

 

"Uno Schubert di grande valore - Il Nuovo Quartetto Italiano, nato sul Lago di Garda tanti anni fa per iniziativa di Paolo Borciani, giovedì sera è riapparso… in gran forma e arricchito del violoncello di Enrico Dindo, non meno famoso… nel Quintetto per archi D956 di Schubert il Nuovo Quartetto Italiano ha mostrato veramente tutto il suo valore. Subito si è notata la rilassatezza, superato l'intervallo e soprattutto Borodin (Quintetto per archi in fa minore n.d.r.) che era anche difficile, e la sicurezza del primo impatto nonché il modo di approfondire quest'opera colossale con la dovuta scioltezza, l'intonazione, la coscienza, la sua grandezza, piegando l'esecuzione alle esigenze espressive delle "divine prolissità" dell'autore… Il NQI ed Enrico Dindo sono stati alla fine lungamente applauditi…"

Mario Conter - Giornale di Brescia

11/2000

" Musicalità e impeto senza rischio: il Nuovo Quartetto Italiano nel Konzerthaus al Gendarmenmarkt… Nuovo non è soltanto ciò che è nato da poco, ma anche ciò che è poco conosciuto. Il Nuovo Quartetto Italiano ne ha dato testimonianza. Con un programma di musica italiana raramente ascoltata del XX° secolo ci ha introdotto nel Moderno moderato, che all'ombra delle grandi Avanguardie ha vissuto una limitata diffusione… La scoperta della serata sono stati i "Cantari alla Madrigalesca", terzo quartetto d'archi, di Gian Francesco Malipiero, musicato con una fusione di suono molto piacevole da ascoltare… L'arco tenuto quasi esclusivamente vicino alla tastiera permette all'ensemble di plasmare il suono in un modo molto omogeneo, che sviluppa in modo superbo le sue qualità nei vari punti richiesti… Demetrio Comuzzi, il cui modo di suonare la viola mostra una sensibilità fuori dal comune…"

Volker Straebel - Der Tagesspiegel (Berlino) : Sezione "Kultur"

06/2000

 

"Armonia … senza dubbio tutto coscienziosamente "al posto giusto", come  doveva essere: la sintonizzazione delle arcate e delle finezze agogiche, la chiarezza marmorea dell'intonazione polifonica, il vibrato crescente negli assoli… programma degno di meraviglia…"

Jan Brachmann - Berliner Zeitung (Berlino) : Sezione"Feuilleton"

06/2000

 

"Il Nuovo Quartetto italiano ha apppena aperto un ciclo di tre concerti di musica del Novecento… all'Auditorium di France 3 Alsace...  per gli interpreti Alessandro Simoncini, Luigi Mazza, Demetrio Comuzzi e Luca Simoncini l'occasione di mostrare l'eccellente cultura cameristica del Nuovo Quartetto Italiano…"

Marc Munch - DNA Dernieres Nouvelles d'Alsace (Strasburgo)

04/2000

 

"Un radioso bel suono… la migliore musica da camera…  un'esperienza speciale… Da 15 anni gli artisti suonano insieme: non meraviglia quindi che basti un breve sguardo nell'ensemble, l'accenno di un movimento, per plasmare un passaggio in perfetto unisono o per far risuonare un accordo… assoluta perfezione quanto a dizione artistica… Il quartetto per archi di Nino Rota in Do maggiore, con la sua varietà stilistica ha offerto ai musicisti la piena opportunità per sviluppare interamente le loro possibilità artistiche. Il suono omogeneo di un'atmosfera cantabilmente omofona si è trasformato in parti solistiche plasmate da ciascuno con sensibilità e con un suono radiosamente bello. E nelle parti polifoniche, trasparenti e come di vetro, i musicisti hanno dato vita a toni divinamente completi, che non hanno tralasciato il gioco virtuoso all'unisono. Dopo le melodie estremamente romantiche di Rota, il Langsamersatz di Anton von Webern si presentava come una musica che esigeva una concentrazione quasi meditativa. E i musicisti lo hanno ben compreso, facendo emergere il nucleo lirico in modo sonoramente espressivo e lasciando agire gli squarci nell'atonalità come una finestra sull'opera tarda di Webern. A conclusione del concerto il Quartetto in re maggiore di Ottorino Respighi grandiosamente articolato in quattro movimenti: i musicisti si sono esibiti con un suono preciso e finemente calibrato nei quattro strumenti, confermandosi di nuovo solisti responsabili e al contempo musicisti d'insieme e strappando al pubblico un applauso entusiasta con il suono turbinoso dell'ultimo accordo."

Wolfsburger Nachrichten (Germania)

03/2000

 

"Musica da camera ad alto livello … è toccato ora al "Nuovo Quartetto Italiano" essere interprete di un programma all'altezza delle massime pretese, con brani appartenenti prevalentemente alla letteratura quartettistica italiana, raramente ascoltabili in Germania … Il far musica in maniera impegnata ha messo in evidenza la  superiorità  tecnica,  il piglio melodico e l'omogeneità dell'ensemble … e si deve essere alquanto di casa nella musica italiana, per poter plasmare in modo così impressionante, convincente e vitale i tre movimenti estremamente densi del quartetto di Nino Rota... applauso scrosciante del pubblico..."

a.c. - Wolfsburger Allgemeine (Germania)

03/2000

 

"Suono magistrale… cantabile, leggerezza dell'anima… Se ci rifà ad un paragone di Goethe, per il quale un quartetto d'archi è un dialogo tra quattro persone dotate di ragione, il concerto di giovedì del Nuovo Quartetto Italiano, eseguito nel ciclo "Mondi Mediterranei", può esser considerato come un vivace confronto tra buoni amici, gremita fino all'ultima sedia della sala da concerto. Senza dubbio: A.Simoncini, L.Mazza, D.Comuzzi e L.Simoncini sono maestri egregi, della cui bravura tecnica diventa addirittura superfluo parlare. Ciò che li distingue totalmente da altri del loro genere, è il suono incisivo, raramente debole di carattere, su cui si accordano non da ultimo gli archetti attenti e tuttavia evidentemente sciolti. Un suono che negli impeti drammatici era in grado di competere con onore con la pienezza di un'orchestra da camera e che nel pianissimo aveva un che di etereo e sussurrante. I "Crisantemi" di Giacomo Puccini… hanno condotto su un palcoscenico d'opera, dove sentimenti e voci non potevano però crescere troppo… Qui il primo violino ha cantato con il timbro delicatamente soave che ci si aspettava, rimanendo tuttavia sempre ed in modo discreto un "primus inter pares", senza atteggiamenti da star, imbrigliato nei languidi colpi timbrici del violoncello; mai i vibrati sono stati ampollosi in modo invadente… Molta intensità e ricchezza d'idee fino al denso finale (Ottorino Respighi, n.d.t), eseguito con un virtuosismo naturale. Grande applauso e come fuori programma ancora una "Mozartkugel" (KV 156) di vivacità quasi celestiale. Bravissimi!"

Marie Louise Funk - Rheinpfalz (Germania)

03/2000

 

"Una vorticosa interpretazione…un vero uragano di entusiasmo nella sala dei concerti di Tübingen gremita di pubblico… una tale precisione e raffinatezza da dover incomodare i leggendari Musici di Roma per poter trovare un paragone…"

Südwest Presse - Schwäbinger Tagblatt (Germania)

(Tour tedesco in collaborazione con "I Virtuosi Italiani" 10/1999)

 

"Uno straordinario viaggio musicale… sensibilità musicale e precisione tecnica hanno fatto pulsare le vene più nascoste, dando vita a un quadro musicale piacevolissimo…fragorosi applausi e grida di acclamazione…"

Lars Wallerang - Westdeutsche Zeitung (Germania)

(Tour tedesco in collaborazione con "I Virtuosi Italiani" 10/1999)

 

"Grandissima eleganza e sensibilità… Agilità, assenza di gravità, grande eleganza e sensibilità hanno caratterizzato il programma, proprio come sotto il cielo mediterraneo… affiatamento ineccepibile anche nei punti più difficili…"

Norbert Stich - Generalanzeiger (Bonn)

(Tour tedesco in collaborazione con "I Virtuosi Italiani" 10/1999)

 

"…padronanza del suono e straordinaria disinvoltura…"

H. D. Terschüren - Bonner Rundschau (Bonn)

(Tour tedesco in collaborazione con "I Virtuosi Italiani" 10/1999)

 

"…il clima da camera mirabilmente sostenuto dal Nuovo Quartetto Italiano… fa lievitare la musica in un limbo di tenerezza e di sobria nostalgia…"

Giacomo Pellicciotti - la Repubblica

08/1999

 

"…un'orchestrazione raffinata, sostenuta da un affiatatissimo quartetto d'archi …"

Guido Guidi Guerrera - Il Resto del Carlino

08/1999

 

"…un concerto particolarissimo e di grande effetto …"

Matteo Pappalardo - Gazzetta del Sud

08/1999

 

"…bel concerto che vedeva impegnato "il Nuovo Quartetto Italiano", prestigiosa compagine che raccoglie idealmente l'impegnativa eredità del famoso "Quartetto Italiano"… brani di Rota, Boccherini e Respighi: un percorso non lineare, ma che tratteggiava caratteristiche stilistiche diverse e accattivanti, riscoprendo composizioni sicuramente poco inflazionate… un'atmosfera intensa  ed affascinante, fatta di spunti melodici accattivanti…I bravi musicisti hanno concluso il concerto con il Quartetto in re maggiore di Respighi, in cui hanno saputo far emergere tutto il fascino dello stile… pubblico che non ha risparmiato gli applausi, strappando un bis del Fandango boccheriniano …"

Alessandro Rigolli - La Gazzetta di Parma

06/1999

 

"…il Nuovo Quartetto Italiano e una divina giovane mezzo-soprano, Anna Rita Taliento. Una serata di musica e stile italiani che sarà ricordata a lungo…"

Winsome Lane - Hong Kong Life, Hong Kong Standard

05/1999

 

"…Il concerto è stato una rara occasione per ascoltare due famosissimi quintetti eseguiti con ottimo gusto e senso… Il Nuovo Quartetto Italiano ha saputo fondere il suo suono con quello pianistico di Renato Contino, dando vita ad un'unica musica viva, intensa, piacevole ed emozionante. Il linguaggio denso del Quintetto op. 34 di Brahms è parso scorrevole e sempre chiaro, mentre la freschezza del Quintetto op. 81 di Dvorak ha concluso una serata indimenticabile. I pregi di ogni singolo artista… sono stati messi al servizio della musica e le loro mani hanno "viaggiato" all'unisono dall'inizio alla fine dell'esecuzione. Quando ciò accade ci troviamo di fronte al vero intento di far musica assieme ed a veri musicisti da camera…"

Natalina Giordano - Il Monferrato

05/1999

 

"Asolo, concerti di richiamo e prove aperte al pubblico… da Mozart a Lutoslawski attraverso celebri quartetti di Schubert e Webern… un panorama inedito in cui gli artisti, a parte il Nuovo Quartetto Italiano, non appartengono a formazioni cameristiche costituite, ma hanno background eterogenei che permettono loro di incontrarsi per la prima volta ed allestire un concerto… La normale prassi raramente consente di vivere il fascino di tale ricerca…"

Michela Santi - la tribuna

05/1999

 

"Il Nuovo Quartetto Italiano e il pianista Boris Petrushansky si sono esibiti in due capolavori del repertorio cameristico offrendo un saggio veramente eloquente della loro musicalità… Il Nuovo Quartetto Italiano ha saputo infondere al componimento schubertiano (Quartetto op. 29 "Rosamunde", ndr) il dinamismo che lo contraddistingue, ben sottolineando il senso interiore di ricerca che lo rende così mobile e sfuggente. La seconda parte della serata ha visto il pianista unirsi al quintetto per una straordinaria esecuzione del Quintetto op. 44 di Robert Schumann… i protagonisti hanno trovato il giusto equilibrio dell'esecuzione, sì da regalarsi una scelta del tempo energica e rigeneratrice. Gli applausi non potevano che essere scroscianti e ripetuti… un concerto di alto livello…"

Milena Dolcetto - Il Gazzettino

 04/1999

 

"…bel concerto del Nuovo Quartetto Italiano… gli esecutori si sono fatti interpreti di uno straordinario momento di sintesi fra verità biografica e verità musicale …essenzialità e tensione febbrile… un avvincente gioco delle parti… un entusiasmo rovente che si è tradotto in applausi scroscianti "

Sergio Garbato - Il Resto del Carlino

04/1999

 

"…una formazione cameristica autentica, per raggiungere quella singolarità stilistica che si ottiene, appunto, quando dai grandi maestri, finalmente, ci si allontana…"

S. G. - Quadrivio

 04/1999

 

"Si conclude Musica in Ateneo… protagonisti dell'ultimo concerto il Nuovo Quartetto Italiano (già ospite con successo lo scorso anno) e la pianista Silvia Cappellini… rinnovata vitalità della musica italiana proprio in quell'ambito cameristico che, fino a qualche tempo fa, era negletto e dimenticato…di notevole rilievo il programma del concerto: il Quintetto in sol minore op. 57 di Sostakovic e uno dei monumenti della letteratura musicale classica: il Quintetto in fa minore op. 34 di Brahms…"

f.f. - la Repubblica

 03/1999

 

"Viatico tanto suggestivo quanto impegnativo quello che, ormai una quindicina d'anni fa, accompagnò il cammino dei quattro giovani interpreti che l'altra sera si sono esibiti al Regio per la Società dei Concerti, ben consapevoli di cosa rappresentasse la lezione del grande Quartetto Italiano. Ed i termini di tale consapevolezza, riguardanti l'assiduità del lavoro e l'inesauribile filtro critico della pagina musicale, si sono fatti via via sempre più espliciti attraverso i risultati… una nuova conferma: in particolare nel senso di unità, sonora e quindi di più intrinseca visione musicale… un'intesa reciproca di intenzioni particolarmente sensibili… serata festosissima, sostenuta dall'entusiasmo del pubblico…"

Gian Paolo Minardi - La Gazzetta di Parma

11/1997

 

"…un lodevole equilibrio delle parti… Gli italiani hanno dato un'interpretazione dal fraseggio sicuro e dal suono squisito, priva tuttavia di falsa dolcezza…"

Joachim Stiehr - Main-Echo (Germania)

 05/1995

 

"…il Giovane Quartetto Italiano ha suonato in modo egregio, ben sintonizzati, disciplinati, con un bel suono e concentrati in un modo che a tratti appariva addirittura introverso. Ben poco è rimasto scontato…"

ahf - Frankfurter Rundschau (Germania)

 05/1995

 

"…tutto perfettamente al posto giusto, qualità del suono davvero eccezionale. Ovazione del pubblico…"

Centre Press (Francia)

 02/1995

 

"Eclettico, inatteso, imprevedibile, denso, Alfred Schnittke… Musica Insieme ha affidato a Boris Petrushansky, Dmitrij Sitkovetsky, il Giovane Quartetto Italiano e l'Orchestra da camera di Bologna una monografia coraggiosa. Bravissimi gli interpreti…"

Roberto Verti - Il Resto del Carlino

 01/1995

 

"…Sono maturati i ragazzi del Giovane Quartetto Italiano, ammirevoli per scelta di un programma così chiaro e interessante, per la passione mista ad acutezza di riferimenti culturali con cui hanno interpretato i tre autori, per la prosciugata incisività dell'esecuzione. Applausi e un bis."

 Franca Cella - Corriere della Sera

 05/1994

 

"…Alessandro Simoncini, dal suono luminoso, è visibilmente sorretto da una ferrea disciplina… Luigi Mazza e Demetrio Comuzzi, due caratteri diversi, più istintivi… Luca Simoncini, un violoncellista che non può non conquistare per la bellezza del suo suono rotondo, plastico, a cui si unisce una profonda intelligenza musicale… infine, ciò che cattura l'ammirazione del pubblico è la coralità, la fusione, l'impasto timbrico e il loro respiro comune…"

Carlotta Ghezzi - Libertà

 02/1994

 

"…duttilità di fraseggio e di approccio esecutivo…"

Mario Merigo - Il Gazzettino

08/1993

 

"…ai quattro interpreti… va il merito di aver letto ogni passaggio ed ogni frase con la giusta precisione stilistico-formale…"

Giulia Bassi - Il Resto del Carlino

 06/1992

 

"…hanno dimostrato di meritare l'applauso convinto e sincero… hanno  riscoperto i quartetti italiani…"

  Fabrizio Festa - Follow me

 04/1992

 

"…dotati di istintiva musicalità… il racconto musicale diventa un romanzo affascinante colorito della varietà delle espressioni, che vanno dal sognante al trascinante, dal delicato al robusto, senza falsare la descrizione del tema musicale. Tanti e calorosi gli applausi."

a.b. - La Gazzetta di Siena

 02/1992

 

Demetrio Comuzzi© 2002