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Harald Szeemann ha
voluto in questa Biennale uno spazio molto grande dedicato alla poesia: Marco Nereo
Rotelli, artista e curatore del Bunker Poetico, ha installato oltre cinquecento
poesie, giunte da tutto il mondo, lungo la rete metallica posta tra l'area delle Corderie
e l'Arsenale Militare. Su tale recinzione, di circa trecento metri, si allinea un bunker
in cemento armato sul quale è trascritta una poesia di Pier Paolo Pasolini, recitata da
Orson Welles nel film Rogopag, censurato nel 1963.
"Si può ri-costituire, attraverso la poesia, una dimensione mentale oltre il
rispetto del tendenziale pensiero unico del potere ?" è l'interrogativo che Rotelli
pone a intellettuali di tutto il mondo in una Biennale che s'intitola "Platea
dell'umanità".
I materiali poetici affissi alla recinzione costituiscono, secondo l'artista, un
"muro di poesia materiale", ma anche "un muro mobile e mentale di poesia
contrapposta al bunker immobile del potere o di tutto ciò che chiude le menti degli
esseri umani".
I poeti sono stati invitati a scrivere e a inviare una poesia "dedicata all'altro,
non solo come altro da sé e altro in sé, ma anche come altro in apparenza
invalicabile", una poesia sul rapporto conflittuale tra potere e libera parola del
poeta. L'iniziativa è rimbalzata in Internet, da un capo all'altro del pianeta, grazie a
una rete di collaboratori, tra cui il sito indipendente Karenina.it.
Le poesie sono giunte con fax, posta elettronica, lettere, pacchi, poesie scritte non solo
su fogli di carta, ma su materiali diversi, su oggetti d'uso comune, in un flusso dal
reale al virtuale, dal libero pensiero e dalla "materia immateriale" della
comunicazione alla materia-materia, alla concretezza delle cose di ogni giorno.
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